Pilling. Questo articolo spiega il materiale o l’argomento, come si comporta in un capo e cosa valutare nella scelta e nella cura.

Il pilling è la formazione di piccole palline di fibra sulla superficie tessile. L’attrito libera le estremità, il movimento le aggroviglia e le fibre più resistenti trattengono il nodo sul tessuto. Non è semplice polvere né una prova automatica di scarsa qualità. Lana morbida, cashmere, cotone, viscosa e mischie sintetiche possono farlo, con velocità e durata diverse.

Dove e perché compare

Guardate prima ascelle, fianchi, polsi, seduta e zone toccate da borsa o cintura. Un filato poco ritorto, garzato o molto soffice espone più estremità; le fibre corte sfuggono facilmente. In una miscela, una componente sintetica forte può ancorare palline che un materiale naturale puro perderebbe col tempo. Anche la vestibilità conta: uno strato stretto crea sfregamento continuo.

Cura pratica

Riducete l’attrito prima di rimuovere. Lavate al rovescio, separate i capi ruvidi, usate un sacchetto e non riempite troppo il cestello. Fate riposare la maglia e tenete lontano il velcro. Sul capo asciutto e piatto usate pettine o levapelucchi protetto, quasi senza pressione e dopo una prova nascosta. Non tirate con le dita: estrarreste nuove fibre.

Valutate nel contesto. Poche palline eliminabili su una maglia morbida sono diverse da rapido assottigliamento, fili rotti o buchi.

19/08/2026