L’acetato è una fibra cellulosica prodotta modificando chimicamente la cellulosa vegetale purificata prima della filatura. Condivide l’origine vegetale con la viscosa, ma si comporta diversamente: assorbe meno, asciuga presto e può assumere una lucentezza levigata, quasi liquida. È comune in fodere, abiti da occasione, nastri e tessuti in cui contano colore limpido e caduta.
Pregi e limiti
Fate scorrere il tessuto tra le dita e lasciatelo pendere. Un buon acetato è liscio, non appiccicoso, e cade in una linea pulita. Sui colori scuri cercate segni chiari di abrasione; sulle cuciture, fili tirati. La fibra soffre attrito e tensione ripetuta. Il calore è il rischio principale: un ferro troppo caldo può lucidare, deformare o fondere la superficie, mentre alcuni solventi, compreso l’acetone, la danneggiano in modo permanente. La traspirazione è media, quindi una fodera aderente richiede agio e cuciture ben rifinite.
Cura senza sorprese
Leggete l’etichetta del singolo capo: costruzione, tintura e finissaggio rendono un modello lavabile e un altro solo da pulire professionalmente. Se il lavaggio delicato è consentito, usate acqua fresca, detergente mite e ciclo breve o mano leggera. Non ammollate, torcete o asciugate a calore alto. Tamponate in un asciugamano, ridate forma e tenete lontano da radiatori e sole. Solo se l'etichetta del capo finito consente il vapore, fate prima una prova in un punto nascosto e usate la temperatura indicata dal rovescio, senza premere la superficie.
Scegliete acetato per colore luminoso, mano liscia e drappeggio elegante. Trattatelo come materiale raffinato e sensibile al calore.